Umiliati e offesi.Quando l’anzianità diventa un inferno

Umiliati e offesi. Quando l’anzianità diventa un inferno
La chiamano terza età, l’aspettano in tanti per godersi il riposo,la pace, la serenità, per guardarsi dentro dopo una vita di fatiche e di sofferenze. Eppure spesso l’anzianità diventa un inferno, al quale si vorrebbe sfuggire ma non si hanno né i mezzi né le forze per farlo. E’ dell’altro giorno la notizia dell’ennesimo scandalo in una Casa di Riposo di Terni. Oserei chiamarla una casa lager, piuttosto che di riposo. Anziani, umiliati, offesi, presi a calci e morsi, sottoposti ad angherie di ogni genere e denunciati soltanto perché in qualcuno di loro la coscienza si è risvegliata e i sensi di colpa pesavano troppo per quegli atti cruenti e disumani. Le telecamere nascoste hanno filmato tutto, senza sconti e la struttura è finita sotto sequestro. Le immagini forti che toccano il cuore, mostrano anziani insultati e maltrattati, percossi con strattoni, schiaffi e morsi. Come si vive senza avere dei rimorsi? Anziani deboli e stanchi di una vita fatta di sofferenze e di sacrifici sottoposti a maltrattamenti di ogni tipo senza neanche avere la possibilità di parlare con qualcuno e finire l’esistenza nel dolore e nell’abbandono, senza il conforto e l’affetto di nessuno. Anziani che spesso vengono rinchiusi nelle case di riposo e lasciati soli, abbandonati al loro destino, senza speranze e amore, affetto. Troppo anziani per tenerli in casa, troppo anziani per curarli, amarli. Ma che senso ha poi rimpiangerli, lasciar posto alle lacrime? Eppure nelle case lager, non sono curati nell’igiene. In molti casi le morti sono sospette. Deboli ed indifesi tra le iene. Eppure le rette sono altissime. Certo è più facile pagare una retta per “scaricarsi la coscienza”, ma a quell’ anziano solo e indifeso nessuno ci pensa? Sono episodi di inaudita gravità. Eppure è un tema che spesso ricorre tra l’opinione pubblica e rimbalza in tivù e sui giornali. Come si può chiamare “Casa di riposo”, delle celle ancor peggio delle prigioni, dove non esistono diritti, umanità, ma solo avidità e profitto? Dopo una vita dedicata ai figli, alla vita, meritano i sorrisi e la spensieratezza di un attimo, di un momento, prima del distacco. I genitori li trattiamo come un pacco. Nell’anima mi resta una ferita. Mentre la nostra società preferisce l’indifferenza.

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