Baby squillo. Liceali e prostitute.

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Quattordici anni, prostituta e con l’assenso di mamma. Appena poco più di quindici anni, l’amichetta disinibita e con qualche problemino di droga, scrivono le cronache, che viene a battere con te, in sfida estrema con i genitori, professionisti e separati, che invece nulla sanno di quel “post-scuola” che qualcuno vorrebbe chiamare lavoro. Siamo a Prarioli, quartiere superborghese di Roma e le ragazze in questione frequentano il liceo.

È spinoso come non mai, oggi, parlare di prostituzione. E non soltanto quando ad esserne coinvolte sono due ragazzine di IV ginnasio che si vendevano nei lussuosi appartamenti di Roma a decine di professionisti o commercianti in grado di pagare fino a 500 euro per ogni incontro, o 5000 per un week end. “Di mattina andavano a scuola, di pomeriggio si prostituivano”, fanno sapere gli investigatori.

La prostituzione, il mestiere più antico al mondo, sta cambiando volto, dalle strade si è chiusa nelle case ed internet si è trasformato in un mercato virtuale, dove le donne si comprano con un solo clic,dove tutto è mostrano: dai corpi,ai prezzi,passando per le prestazione,arrivando fino alle recensioni. Le donne,quasi non sembrano fatte di vera carne, fin quando non le si incontra nel chiuso delle stanze e dal web alla vita reale. Le due ragazzine romane c’erano finite dentro, forse per gioco, forse per sfida, forse perché spinte dal disagio familiare. Alla fine si sono ritrovate sfruttate,umiliate. Cinque persone sono finite agli arresti per prostituzione minorile, tra cui-ed è questa la cosa che rabbrividise-la madre di una delle due. Cinque,invece, i clienti che sono stati denunciati, a causa della minore età delle due ragazze.

Internet è pieno di webcam girls, giovani o giovanissime donne, che guadagnano bene, a volte molto bene, videochattando con utenti in rete, mostrandosi in spogliarelli piccanti, spesso praticando l’autoerotismo o ingaggiando un sesso parlato e virtuale che aggancia l’utente: più tempo rimane in linea lo spettatore, maggiore sarà il guadagno della webgirl. “Diventa imprenditrice di te stessa: sarai tu a decidere quanto guadagnare al minuto!”, invitano alcuni annunci online.

Le due ragazzine dei Parioli sono partite con una Web e ben presto sono finite in un letto. Dal virtuale al reale. Non sempre è così. Ma forse bisogna stare attenti ai messaggi che passiamo, soprattutto alle giovani donne. Per pochissime di loro della prostituzione è davvero una scelta “normale”: spesso, se non quasi sempre, è frutto di un disagio o un’emarginazione, non necessariamente economica.

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