Lettera a mio nipote

Fiocco-Azzurro

Claudio,
tesoro di zia. Da qualche ora hai aperto i tuoi occhietti alla vita. Sei arrivato col vento di Dicembre, col freddo e le paure, le luci e la magia del Natale. Ma la magia più bella sei tu. Sei arrivato con la gioia e la felicità, con la vita e il futuro, con le novità e i sentimenti nuovi e puri da scoprire giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Con te sarà sempre tutto una scoperta e una conquista. Sei e sarai la vita, il battito forte e irrefrenabile della vita, l’amore vero e puro, sincero e smisurato. Sei e sarai cuore e pensiero. Sarai notti in bianco e giorni da leone. Sarai la forza della vita. Sarai nostro, in un amore nuovo con l’emozione da vivere. Tesoro mio, grazie a te sono diventa zia. Vedi Claudio, le parole sono sempre state il mio forte. Le parole, piccolino mio, sono quel miracolo che mi consentono oggi di scriverti che sei parte di questo mondo pieno di splendore, ci sono anche le ombre, ma avrai tempo di conoscerle, ma tu ne hai aumento la meraviglia. E un giorno, quando sarai un bimbo più grande, leggerai queste righe e capirai il segreto delle parole. Come scrigni ti consegneranno intatto quel tesoro invisibile e meraviglioso che agisce sempre, nel silenzio e a distanza, e che si chiama amore. E’ la prima parola che ascolterai e imparerai Claudio, la prima che tutti noi abbiamo pronunciato pensando a te. Lo so che sono già la tua zia preferita, anche se la concorrenza è molto forte, ma non lo diciamo in giro, altrimenti poi tutti gli altri si ingelosiscono. Tesoro mio, in tutti questi mesi che eri nel grembo della tua forte, tenace e solare mamma Cristina, non appena io appoggiavo la mano per sentirti tu ti placavi, mai un calcio. Non ho mai sentito il calcio del mio nipotino. Ecco, piccolino mio, mi auguro che tu possa sempre stringere la mano della tua zia e trovare ciò che tu desideri. Piccolino mio, mi auguro e ti auguro che tu possa essere tassello del puzzle di una generazione che non si vuole far del male. Farai fatica, sarà difficile, incontrerai invidie, cattiverie. Sii gentile Claudio. Davvero. Non cedere alla fascinazione dell’aggressività, perché non diventerà potere. Aderisci ad un progetto, prendi posizione nella vita, lascia da qualche parte la tua firma (che non sia sui muri, altrimenti ci toccherà tutti pulire). Ho usato la parola “tutti”. Sì, piccolino, sei nato in una grande famiglia che da questa piccola provincia si incontra con Roma, con la famiglia Mariotti e si unisce a Bologna, lì dove c’è la tua casa, i tuoi genitori. Claudio, perdonaci se saremo troppo pesanti, saremo troppo e in tutto, ma sappi che l’amore non conosce la parola troppo.

Ben arrivato piccolo uomo!

Dormi bene. E quando ci vedremo, raccontami i tuoi sogni.

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