Il primo giorno di scuola non è più vintage ma social.

selfieNell’era digitale, dei social network e delle foto 2.0, anche il primo giorno di scuola non è più vintage, ma sempre più social. Questa mattina, più di mezzo milione di studenti è tornato tra i banchi di scuola. Per qualcuno quest’anno sarà una nuova avventura: prima elementare, prima media o prima superiore. Ma che sia prima o che sia l’ennesimo primo giorno di scuola, i genitori non possono rinunciare ad uno scatto fotografico, che immortali il futuro che avanza e che scoprirà mille altre cose, che si divertirà, si stancherà anche sui libri, ma è pur sempre un piccolo esserino del domani. La foto è un rito a cui non si può rinunciare, un po’ come la corsa al banco migliore, possibilmente dietro, o gli scongiuri prima di entrare, o anche evitare i lunghi discorsi dei docenti o del preside sul nuovo anno scolastico, sullo studio matto e disperato. La foto va fatta: per ricordo, per rito, per scaramanzia e meglio ancora se a farla sono i genitori. Mia mamma fotografava sempre me e mio fratello al primo giorno di scuola, un vero book fotografico e all’epoca la foto non potevi neanche rivederla, quindi, ne scattava tante e poi di corsa dal fotografo per far sì che quelle foto prendessero forma. Oggi la foto non è più vintage ma social. In molti hanno fotografato i propri figli nel primo giorno di scuola e poi postato le foto sui social, ed io sinceramente le ho guardate con piacere, mentre, in molti le hanno criticate, commentate negativamente, arrivando anche a pensare che un genitore solo perché scatta una foto-o più di una- non abbraccia il figlio, non lo guarda negli occhi, non lo assapora fino all’ultimo istante prima che entri in classe. Penso, che una foto non faccia male a nessuno, una foto è il ricordo di quel momento, che poi guarderemo-così come spesso abbiamo fatto io e mio fratello- e con piacere. Una foto è l’emozione che si provava al momento, è il riderci sopra dopo anni e dire: “mamma che faccia”, è il ricordarsi di un avvenimento, di un tempo passato. Una foto non può cancellare dei sentimenti, delle emozioni. Un genitore può scattare una foto, ma può anche guardare negli occhi il figlio e vedere la sua paura, la sua tenerezza, l’ansia del momento, la gioia, può anche abbracciarlo dopo. Non è una foto a bloccare il flusso delle emozioni, dei sentimenti. Io sono per la foto da primo giorno di scuola, che poi il genitore voglia condividerla sui social è una scelta personale. Sono per il selfie degli studenti tra i banchi nel primo giorno di scuola, magari anche con l’insegnante che apprezzano di più. Sono per immortalare il momento, che poi non sia più vintage, che non resti più solo in un cassetto ma venga anche pubblicato, a sancire che ormai anche il primo giorno di scuola è sempre più social, è il tempo che cambia e che ci mostra l’evoluzione anche del primo giorno di scuola. Ieri e oggi.

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