Caos ospedali, l’odissea dell’Umberto I di Nocera Inferiore

I pronto soccorso italiani nella bufera. Mentre il “caso Nola” rimbalza alla cronaca, dove i pazienti venivano soccorsi a terra su coperte e traverse, e i preoccupanti dati della commissione parlamentare sugli errori sanitari sono il fronte più grave e visibile della situazione, la realtà è anche composta da centinaia se non migliaia di piccoli disservizi, di enormi attese, di poco personale, di malati e familiari non sostenuti dai sanitari come la situazione di disagio che vivono meriterebbe. Code interminabili, barelle in corridoio, ambulanze in coda per l’accettazione, medici e infermieri estenuati da turni lunghissimi e pazienti insoddisfatti. Accade all’Umberto I di Nocera Inferiore, l’unico ospedale della zona ad avere un pronto soccorso, nosocomio che ogni giorno vanta decine di accessi. Luci ed ombre, carenze ed eccellenze che si intrecciano in un groviglio complesso per l’ospedale nocerino. Si comincia dal 118 che viaggia con mezzi obsoleti e personale sottodimensionato rispetto alle piante organiche. Spesso sui mezzi di soccorso manca la lettiga o le lenzuola, che vengono richieste ai familiari nel momento in cui viene prelevato il paziente. Quando si accede al pronto soccorso del nosocomio nocerino si ha l’impressione di essere in un campo da guerra, caos, familiari ovunque, malati lasciati sulle barelle o sulle sedie a rotelle, pochi medici e altrettanti infermieri, una continua emergenza, che spesso li costringe a dimettere il paziente senza neanche un esame diagnostico ed una diagnosi, capita che alcuni pazienti vengono soccorsi perché proprio al pronto soccorso hanno delle crisi o ulteriori malesseri. Decine di barelle, un groviglio di barelle. E decine di anziani in sofferenza d attendere ore ed ore che qualcuno dia un cenno a loro a ai parenti che li assistono. I medici sono sotto stress con turni massacranti ed un bacino d’utenza troppo ampio per un personale ridotto. I reparti sono stracolmi, spesso è impossibile ricoverare i pazienti all’ospedale di Nocera, difficile a volte trovare posto in un altro ospedale. Le stanze dei reparti sono piene di pazienti, che a volte restano in barella, a terra si ritrova sangue o comunque poco igiene, che spinge i familiari dei degenti a pulire da soli, spesso mancano lenzuola pulite costringendo l’ammalato a restare sporco dopo essersi sentito male o a portarle da casa. Nel primo pomeriggio, durante l’orario delle visite, è semplice intrufolarsi e ascoltare le lamentele dei familiari degli ammalati che ringraziano per il semplice fatto di aver rivolto loro la parola in una struttura che li tratta come numeri e nulla più. I pazienti diventano numeri e la mole di lavoro, le emergenze, spesso portano i medici a non riuscire a seguire i pazienti, che restano sofferenti e bisognosi di cure. Le conseguenze ricadono sugli ammalati. Una situazione insostenibile, sia per il personale sanitario che per gli ammalati, provocata da una burocrazia sorda alle reali necessità dei cittadini.

(Articolo pubblicato su “ildenaro.it”) 

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