Amore amaro/parte1. Il dolore dell’amore, la più grande ricchezza

IMG_0217Raccontare la vita nelle sue mille sfumature: dall’amore vero e sincero che si prova, che ti spinge ad attendere col cuore in gola davanti ad una sala operatoria o a chiacchierare per “ingannare” il tempo nelle sale d’attesa, quando la vita ti costringe a fare i conti con la malattia, la sofferenza. Ecco per settimane sul mio blog, che nato dalla mia passione giornalistica di approfondire, di raccontare, fatti di cronaca, ho raccontato anche storie comuni, storie di tutti noi, di gente comune, che nei mesi di sale d’attesa ho incontrato ed ognuno di loro ha lasciato in me una traccia, una morale, un insegnamento. Storie fatte d’amore e di sofferenza, di lotte nel nome della vita e del “ti sono accanto nella gioia e nel dolore”. Insegnandomi un amore vero e sincero anche e soprattutto di fronte alle difficoltà, insegnandomi che l’amore può e vince su tutto. Insegnandomi però che è un amore troppo raro ed antico, che appartiene più alle “vecchie” generazioni, che alla mia-poco più che vent’enne-.

Così “racconti d’attesa” va in pensione, restando scritti qui e restando nel mio cuore, ma apro un’altra pagina, un’altra rubrica: “amore amaro”. Perché sì diciamocela tutta, con sincerità e franchezza ed a chiare lettere “l’amore fa male”, “l’amore è amaro”.

Però dal dolore nasce la nostra più grande ricchezza. Ricordate quando da bambini ci leggevano le storie con l’intento di farci capire la morale? Affinchè ne facessimo tesoro e insegnamento? Bene, la vita è la stessa cosa. Ogni cosa che ci accade nel bene e nel male, ci insegna qualcosa. Accade così anche quando per amore o in amore soffriamo: prima o poi ci insegna qualcosa e proprio quel qualcosa diventa la nostra ricchezza.

Per citare Adriano Celentano “non so parlar d’amore”, forse non sono in grado di parlarne, o forse sono troppo arrabbiata con l’amore, con me stessa e col genere maschile, da non riuscire ad essere lucida, ma d’amore voglio parlare, dell’amore che noi donne diamo: incondizionatamente e smisuratamente, rimettendoci spesso le penne.

Non voglio parlarvi dell’amore ideale. Non quello fatto di giorni indimenticabili e di sintonia su tutto, perché è tutto così perfetto: ci si capisce al volo, si anticipano i desideri altrui, si è sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Anche se attente, il tranello potrebbe essere dietro l’angolo. Io voglio parlarvi dell’amore reale: quello dove il principe o la principessa hanno tolto la maschera e non brillano più, quello di porte in faccia e di telefoni muti.

Io, per uscire dal mondo degli ideali e delle fiabe, ci ho messo più di quattro mesi: da quando l’ho conosciuto in un giorno che pensavo fosse “destino”: il 24 dicembre, chissà perché quel giorno sono uscita di casa! Poi vi racconterò il nostro primo incontro, ma voglio anche parlarvi tutti gli errori che noi donne nel nome del cuore e dell’amore commettiamo, come anche di quelli che gli uomini, delle bugie che hanno le gambe corte, di sere che di magico resta ben poco. Del decalogo “sbagliato” sull’amore.  Ma un po’ per volta, a piccole pillole, a piccole puntante, per crescere e per capire insieme, per trarne un insegnamento e per trasformare la delusione in ricchezza.

 

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