L’amore adolescenziale malato sfuggito al controllo di tutti. Noemi e il suo fidanzato…

Non voglio aggiungere nulla che non sia stato già stato detto e scritto su quanto evidente: la povera Noemi è stata ammazzata dal suo fidanzatino, un ragazzo 17enne, con problemi psichici accertati, reduce da tre tso, sicuramente geloso e possessivo, sicuramente ossessionato da questa storia e probabilmente dai mostri che vivevano nella sua testa.

Non so chi fosse davvero Noemi, se fosse un po’ gelosa, se lo fosse solo un po’, so che però scappava spesso di casa, era stata bocciata a scuola, che alle cinque del mattino usciva di casa, forse senza alcun controllo. Ora non importa dipingerla come la figlia più facile del mondo o più difficile. Era un’adolescente, forse con le sue complicanze e con le sue difficoltà, aveva forse dei contrasti coi suoi genitori, era intrappolata in una storia che apparentemente amava ma che in realtà era un amore malato. Noemi, potrebbe essere la mia dirimpettaia di casa, una mia lontana cuginetta, può essere l’adulta che è in me, in noi. Una ragazza inciampata in una relazione che l’ha soffocata ed uccisa. In un amore non sano. Da adulti è diverso, ci inciampi, riapri gli occhi, o comunque dentro di te sai, che ciò che stai vivendo non è normale. A 16 anni non hai gli strumenti o i parametri per farlo.

A 16 anni dovresti vivere la cotta, i cuoricini, non il fidanzamento fatto di famiglie che si incontrano e forse sono rivali, dovresti mangiare il gelato il sabato sera e non il pranzo coi suoceri. Eppure a questa sedicenne tutto era concesso. Appartengo ad una generazione non troppo lontana da Noemi, eppure io non mettevo piede fuori casa senza autorizzazione. Ancora oggi che ho 24 anni sono vincolata ad orari, lei a 16 anni usciva di casa alle cinque del mattino. In questa vicenda dolorosa le colpe sono tanto del ragazzo, che però non è l’unico e vero assassino. I genitori della sedicenne dov’erano in questa storia? La contrastavano, ma a duelli con l’altra famiglia? Il dialogo con la ragazza, il porre un freno, dei limiti, delle regole, degli orari, che fine hanno fatto, che ruolo hanno avuto? Questa storia mi lascia molte perplessità sul ruolo genitoriale oggi, sul ruolo delle famiglie che siano del Nord o del Sud, sulla pericolosità di un ragazzo sfuggita anche alla sua stessa famiglia, al Tribunale ed i Minorenni disattenti, agli assistenti sociali, che avrebbero potuto vigilare dopo i tso, seguire il caso. Molte disattenzioni che hanno portato una 16 enne nella tomba ed un 17 enne problematico in carcere, mentre le famiglie si accuseranno e si duelleranno in un penoso salotto televisivo.

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