#pensateci

Parliamone.
Queste settimane di emergenza che stanno paralizzando il mondo che non riesce più a vivere nella sua corsa affannosa, assistiamo in ordine sparso:

-alla pubblicazione e divulgazione del video di un paziente probabilmente affetto da covid che è stato ritrovato morto nel bagno dell’ospedale Cardarelli di Napoli.
Premesso che ogni essere umano ed ogni morte va rispettata, per cui c’è sempre un limite da porre all’informazione soprattutto rispettando la morte ed i familiari di quell’essere umano che ha trovato la morte improvvisamente, senza poter chiedere aiuto all’interno di un bagno dell’ospedale.
Questo non è giornalismo, me ne dissocio.
Il rispetto prima di ogni cosa.
Davanti a notizie ed immagini del genere bisogna solo provare “vergogna” da parte di chi ci governa e sa le reali condizioni sanitarie al Sud ed in Campania.
Dolore e preghiera da parte dell’opinione pubblica anziché farlo rimbalzare da una chat all’altra o da una bacheca all’altra. Silenzio e non commenti del tipo aveva o non aveva altre patologie. Ditelo.
Non è un gioco al massacro questa, si chiama Vita, eppure in questo momento surreale e tragico dovremmo ricordarcene.

-un ragazzo di 26 anni perde la vita in Italia a causa del covid, un titolo specifica che aveva già pregresse patologie e così i commenti dicono “finalmente lo dite che aveva pregresse patologie”, come se avere altre patologie giustificasse che si possa morire. Così come quelli che giustificano la morte degli anziani “tanto era anziano”, ma perché scusatemi chi è anziano, chi ha altre patologie può o deve morire secondo voi?

-un governatore della regione posta un tweet dove dice che nella sua regione per covid muoiono gli anziani che non sono più produttivi al tessuto economico. Ecco un rappresentante istituzionale che con un post che suona tanto come pacca sulla spalla legittima la morte degli anziani per covid, tanto alla fine -suo messaggio sublime- che ce ne facciamo? Ma ci rendiamo conto che parliamo di esseri umani, di persone che hanno prodotto in questo Paese, di persone che sono patrimonio umano?

-l’Italia viene divisa in colori, i contributi arrivano solo per alcune regioni, chi è reduce dal primo lockdown aspetta ancora gli aiuti pregressi. Infondo basta pubblicare un decreto e dire “facciamo. Ci siamo”. Ma dove siete quando la gente non può mettere il piatto a tavola?

-gli ospedali sono in affanno eppure però c’è chi dice “ci atteniamo ai dati”. Ma perché ci vogliono i numeri anziché vedere barelle qua e là nei corridoi, gente che viene soccorsa in auto, gente che muore nell’attesa fila di accesso al Pronto Soccorso. Poi ci voleva il genio della lampada per prevederlo? Non si sapeva che sarebbero andati in affanno totale, specie dove la sanità è sempre stata commissariata o finanziata continuamente?

-ci siamo dimenticati che non ci si ammala solo di covid, ma anche di altro, che si possa aver bisogno di un ospedale per altre problematiche?

-vogliamo parlare del senso civico quasi inesistente? La gente viola la quarantena, chi è in isolamento ed asintomatico, si sente libero di poter uscire. Di gente che non indossa la mascherina o la porta come accessorio scalda collo. Di esercizi commerciali che ancora non fanno rispettare le regole perché uno è amico, perché non vogliono discussioni, perché dobbiamo campare anche noi.

Ci siamo riempiti la bocca e le bacheche che saremmo diventati persone diverse, migliori, che saremmo tornati ad una quotidianità cambiata con consapevolezza ed accortezza. Siete sicuri? No, perché io francamente mi sembra che siamo diventati peggio, del tipo: ognuno per sé e dio per tutti; del “io speriamo che me la cavi”; “morte tua vita mea”; del “tanto a me il virus non mi tocca”. Infondo ora la cosa più importante è se possiamo fare il cenone a Natale e Conte sta vagliando in che modo possiamo farlo per accontentare quelli che dobbiamo essere “sett ott e nuje”.
Alla fine di questa malvagia giostra fermiamoci a farci un esame di coscienza.

#pensateci

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